Diodato

"Alveari"

[Strofa 1]
Dio, quanta vita scorre
In questo masso di cemento
In questo strato immobile di cose
Tra le finestre e il centro
Di queste case che sembrano alveari
Sotto un cielo di piombo e d'argento
A ricordarci che tutto questo
Non potrà mai appartenere all’universo

[Strofa 2]
È tutto così folle
Questo continuo rincorrere il vento
Cercando di fermare
L'orgasmo labile di un appagamento
Fino a farsi prendere per stanchezza
Fino a rinunciare a ogni bellezza
Fino ad accontentarsi, raccontarsi una bugia
Per tenerezza

[Ritornello]
E poi cadere un giorno
Cadere un giorno e ricordarsi che
È tutto così facile, un equilibrio facile da perdere
Ma cadere non è inutile, cadere non è inutile
Cadere è ritrovarsi, ricordarsi di nuovo
Dell'essenziale invisibile

[Strofa 3]
E adesso guarda che cosa succede
Fuori da questo sputo di strada
Fuori da questo mondo perfetto
Che esiste solo se ignori
Che esiste tutto il resto
Che fuori c’è la guerra
Non te ne accorgi più
Che sei anche tu un soldato
Che spari pure tu

[Ritornello]
Per poi cadere un giorno
Cadere un giorno e ricordarsi che
È tutto così facile, un equilibrio facile da perdere
Ma cadere non è inutile, cadere non è inutile
Cadere è ritrovarsi, ricordarsi di nuovo
Dell'essenziale invisibile
Dell'essenziale invisibile

[Bridge]
Ma io che parlo a fare?
Che sono come te
Che fingo di capire
E poi non so capire
Io che parlo a fare?
Che proprio come te
Mi perdo in questo niente
Chiuso in un alveare

[Ritornello]
Per poi cadere un giorno
Cadere un giorno e ricordarsi che
È tutto così facile, un equilibrio facile da perdere
Ma cadere non è inutile, cadere non è inutile
Cadere è ritrovarsi, ricordarsi di nuovo
Dell'essenziale invisibile
Dell'essenziale invisibile

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