L’Elfo

"Panchina Fredda"

[Testo di "Panchina Fredda"]

[Strofa]
(Ehi)
Piango solo quando la pioggia tocca la strada
Così la mia tristezza fa parte del panorama
Dal dolce delle sue labbra all'amaro di chi si arrabbia
Dal suono degli uccellini al freddo di quella gabbia
Ho lasciato le mie impronte sulla scena del delitto
Troveranno il cuore a terra e il testimone starà zitto
Tu vai dritto, io ti guardo come un padre la sua prole
Ti darò qualche consiglio se vorrai le mie parole
Certe volte quando ascolto artisti morti
Pare che il peso della morte sia più forte di 'sti sogni
E noi non ci incontriamo come rettе parallele
E l'angelo custodе, fra', non smette mai di bere
Cadere così in basso mi ha fatto un po' aprire gli occhi
Perché so che sto successo da morto non te lo porti
Facciamo come i russi, beviamo tutti sconvolti
Perché queste ferite non conoscono cerotti
E mi è rimasto addosso questo senzo di amarezza
La mano del destino, frate', a me non mi accarezza
Si vestono firmati perché conta l'apparenza
Trovare gente vera, frate', pare fantascienza
Toccare questo cielo come un grattacielo a Londra
Sognare rende l'uomo più potente di una bomba
Quante volte sono stato buttato dai buttafuori
Dagli stessi locali in cui adesso mi fanno i cori
La vita a volte cambia la vita di chi si impegna
Chi l'avrebbe immaginato da quella panchina fredda
A mia madre i professori dicevano: "Lui disegna"
Ma studiare cose imposte mi sembrava una violenza
Fanculo, io non sono schiavo di questo sistema
Dove un raccomandato c'ha qualcuno che sistema
Prima di 'ste serate, dei brindisi con persone
Ricordati che ho bevuto, fra', cascate di sudore
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